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Dalla valutazione di idoneità, alla governance della funzione psicologica in Magistratura

A cura di Marco Vitiello, Vicepresidente SIPLO

Negli ultimi mesi il tema della valutazione psicologica per l’accesso alla magistratura è entrato con forza nel dibattito pubblico e istituzionale.

A seguito delle modifiche normative introdotte dal d.lgs. n. 44/2024, il Consiglio Superiore della Magistratura ha avviato un articolato percorso istruttorio per definire i criteri applicativi della nuova disciplina, promuovendo una serie di audizioni conoscitive con rappresentanti del mondo accademico, professionale e istituzionale. Tale percorso si è concluso con la delibera approvata dal Plenum del CSM il 5 novembre 2025, dedicata ai test psicoattitudinali per l’accesso alla magistratura.

In quel contesto l’autore del contributo, Marco C. Vitiello, vicepresidente SIPLO, ha avuto l’opportunità di partecipare alle audizioni in qualità di esperto e da quella esperienza è nata una riflessione che, grazie anche al confronto con il Prof. Guido Sarchielli, socio onorario SIPLO, ha preso forma nel contributo che oggi presentiamo.

L’articolo si colloca in continuità con altre riflessioni tecnico-professionali già proposte da emeriti esponenti della Psicologia del Lavoro, proponendo però una prospettiva ulteriore. Il tema, infatti, non riguarda soltanto se utilizzare strumenti psicologici nei processi di valutazione, ma anche come un’istituzione possa creare le condizioni organizzative e culturali affinché tali strumenti producano valutazioni realmente valide, affidabili e coerenti con le finalità pubbliche perseguite.

La tesi proposta è che, nelle organizzazioni chiamate a gestire decisioni ad elevata responsabilità sociale, la valutazione psicologica esprima il proprio massimo potenziale quando è sostenuta da una funzione psicologico-organizzativa stabile, capace di integrare competenze scientifiche, apprendimento organizzativo, presidio metodologico e dialogo interdisciplinare.

Questa prospettiva trova riscontro nell’esperienza di numerose organizzazioni complesse, pubbliche e private, nelle quali la funzione psicologica è ormai parte integrante dei processi di selezione, sviluppo professionale e governo delle competenze.

Per SIPLO, questo contributo rappresenta anche l’occasione per riaffermare il ruolo della Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni nel dialogo con le istituzioni: non soltanto attraverso la disponibilità di strumenti di assessment, ma mettendo a disposizione modelli teorici, competenze organizzative ed evidenze scientifiche capaci di accompagnare la costruzione di sistemi decisionali più efficaci, trasparenti e rispettosi della complessità delle funzioni pubbliche.

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